mercoledì, 09 luglio 2008, ore 09:55

Tutti d'accordo: quella del riscaldamento del pianeta è una emergenza da affrontare. Servono profondi tagli delle emissioni al più presto. Questo è il senso politico dell'accordo raggiunto ad Hokkaido (Giappone) tra gli Otto Grandi e le otto potenze emergenti invitate all'ultima giornata dei lavori del G8.
Quando però si tratta di parlare concretamente di misure, trempistiche, sanzioni, tutto diventa fumoso.
India e Cina si ritirano dal dibattimento, e le altre potenze emergenti (Brasile, Messico, Sud Africa, Indonesia, Corea del sud e Australia) non riescono a fare di meglio che darsi scadenza al 2050 (sarò vivo nel 2050?) a patto che però si stabiliscano piani di intervento e di aiuto alle loro economie.
Siamo a Hokkaido, ma di Kyoto manco una parola. E andiamo avanti così...
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mercoledì, 18 giugno 2008, ore 09:25

Con buona pace di politicanti, gente in buona fede e amministratori sedicenti, penso di poter dire che fino a poco tempo fa nessuno si curava veramente dell'ambiente. E non parlo di caccia alle balene (vitale per l'economia di alcune nazioni), raccolta differenziata o difesa di alberi millenari. Parlo di scarichi prima sconsiderati e poi illegali, che vengono tuttora impunentemente perpetuati, di costruzioni abusive e, come se non bastasse, brutte, di rifiuti industriali chimici e radioattivi che vengono stipati per anni in luoghi poco accessibili e poi liberati in mare o abbandonati in discariche.
A Napoli hanno fermato un carico radioattivo destinato a una discarica. Il fatto che ciò sia successo a Napoli amplifica il tutto, ma il sospetto è lecito: per quanto tempo, impunentemente, si sono scaricate scorie radioattive accanto a posti dove giocano i bambini, proliferano bestie a contatto con la società e frequentati da molte persone?
Anche su altri temi le cose cambiano, come le ormai di moda fonti di energia alternative, che stanno nascendo un po' dappertutto. Con buona pace, ancora una volta, di chi, a mio parere, si scandalizza perchè le pale eoliche deturperebbero il panorama. Meglio un inceneritore - e sia detto ben chiaramente, non sono contro gli inceneritori - nella periferia dove tutto è già brutto?
Non lo so, ma secondo me certe energie, anche quelle umane, dovrebbero essere canalizzate verso argomenti più importanti.
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domenica, 08 giugno 2008, ore 20:42

Il mondo e' a un passo dalla recessione economica.

Lo dicono quegli allegroni del G8 sull'energia riunito ad Aomori, in Giappone, al quale hanno partecipato -oltre a Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Canada, Russia e Stati Uniti- anche Cina, India e Corea del Sud. Dopo che il prezzo del petrolio ha sfondato la barriera dei 138 dollari, gli undici Paesi hanno invitato i produttori del greggio ad "aumentare gli investimenti e rispondere ai bisogni del mercato". Altrimenti, hanno avvertito, "si rischia la recessione globale dell'economia".

Gli Undici hanno firmato il Patto di cooperazione per l'efficienza energetica, che ha suscitato l'approvazione della Commissione europea. "Poichè l'occidente pari rappresenti oltre il 65 per cento del consumo globale energetico e delle emissioni di Co2, i paesi del G8 e l'Unione europea, insieme con Cina, India e Corea del Sud, sono nella posizione privilegiata di influenzare l'andamento dell'energia a livello mondiale e nell'attuale contesto di alti prezzi del petrolio, l'efficienza energetica e' il modo piu' immediato ed efficace a livello di costi per raggiungere gli obiettivi di sostenibilita' e sicurezza dei rifornimenti energetici, cosi' come di competitivita'". E' quanto ha detto il commissario UE all'Energia, che probabilmente non sospetta lontanamente come su almeno il 40% del territorio italiano l'efficacia della raccolta differenziata sia sotto il 5%.

Il Giappone, poi, ha lanciato l'allarme. "Se lasciamo la situazione com'e' oggi, anche per quel che riguarda il mercato petrolifero, andremo verso la recessione mondiale", ha detto il ministro dell'Energia giapponese, Akia Amari. Il mercato petrolifero soffre di problemi strutturali, in particolare per quel che riguarda i costi del sistema di trasporto. A questi si e' aggiunta la situazione politica in Medio Oriente e la crescente domanda da Cina e India.

Come dire, tutto risaputo. A furia di gridare "al lupo, al lupo!", i leader occidentali hanno perso credibilità e ognuno di noi, ogni persona, sta a guardare solo il proprio orticello, senza curarsi troppo se le bustine delle merendine finiscono nel giardino del vicino...

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domenica, 01 giugno 2008, ore 11:09

Non sono contrario in principio a niente. Non sono nemmeno favorevole ad alcunchè, sempre per principio. Non ritengo che un parco eolico sia un ecomostro. Ho ricevuto in privato una segnalazione e un'esortazione a rivolgersi al sindaco di Nardò, che dovrebbe stare da qualche parte in Puglia (caro segnalatore, almeno l'abc... dove si trova?), affinchè venga "scongiurata" la creazione di un parco, eolico appunto, da quelle parti.
Non conosco le particolarità geo-socio-politico-economiche del territorio. Non mi sento di esprimere un sì o un no. Però vorrei mettere a conoscenza di chi passa da qua.
Vorrei sottolineare che con il principio del "non nel mio giardino" non si va da nessuna parte. Pare che l'unica cosa a cui teniamo è che l'erba del vicino non sia poi così verde...
Ecco il testo della mail ricevuta:



Si può costruire un "parco eolico" nella città delle 5vele, a pochi metri dal parco naturale di Portoselvaggio e dalla Palude del Capitano, in un'area che si intreccia tra vincoli paesaggistici e ambientali, che sovrasta masserie e antiche tracce antropologiche?
Opponiti alla scempio! Occorre trovare un'altra soluzione... che lo facciano altrove!
Invia anche tu questa e.mail al sindaco di Nardò, dott. Antonio Vaglio, e per conoscenza a ctp-nardo@libero.it


Egr. Sig. Sindaco

Avendo preso atto dell’esistenza del progetto per la realizzazione di
un PARCO EOLICO, in agro del comune di Nardò (LE), il/la sottoscritto/a

PREMESSO

che il parco eolico prevede l’installazione di 31 aereogeneratori
costituiti da torri tubolari di altezza di m 80 e pale con diametro
di m 90, per una altezza totale di m 125;
che il territorio interessato all’installazione è di complessivi 400
ettari;
che i siti individuati per la realizzazione del parco eolico sono di
grande valore paesaggistico e naturalistico e saranno
irrimediabilmente compromessi dall’eventuale realizzazione del
progetto;

CONSIDERATO

che le torri eoliche saranno visibili sia dal Parco di Portoselvaggio
e Palude del Capitano che da quello marino di Porto Cesareo,
compromettendo inoltre zone agricole di pregio, su cui insistono
anche numerosi ed antichi corpi masserizi;

che le nostre bellezze naturali, e in particolare le coste, sono una
risorsa da tutelare e valorizzare per una Città come Nardò a forte
vocazione turistica;
che il parco eolico porterà benefici economici soprattutto alla
Società proponente mentre comprometterà in maniera irreversibile lo
sviluppo turistico della città di Nardò;
che la nuova produzione di energia elettrica non servirà a ridurre la
quantità di energia prodotta da fonti fossili (Cerano) ma al
contrario aggraverà lo stato di “colonizzazione” della Regione Puglia, che già
oggi produce quasi il doppio dell’energia elettrica necessaria al
proprio fabbisogno;
che la spesa per la fornitura di energia elettrica resterà invariata;
che con atto del C.C. n° 41 del 11.04.07 il Consiglio Comunale di
Nardò ha riconosciuto l’importanza del paesaggio come risorsa
collettiva con carattere di unicità e, pertanto, meritoria della
massima tutela ed ha espresso una ferma opposizione all’installazione
di generatori per la produzione di energia elettrica dal vento di
grossa taglia;

CHIEDE

che venga rispettata la volontà popolare di ferma opposizione al
progetto di parco eolico presentato dalla Italgest che, se
realizzato, porterebbe irrimediabili ripercussioni ambientali e paesaggistiche.


Voi che ne dite?
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giovedì, 29 maggio 2008, ore 19:57

Analisi critica di un articolo giornalistico.
Dal Corriere.it:

Michele Grassi, 38 anni, studi alla Normale e dottorato alla Ucla di Los Angeles, ricercatore al dipartimento di matematica dell’Università di Pisa, ha costruito un prototipo serve a trasformare in elettricità l’energia delle onde del mare.
Grandi e costose (milioni di euro) ma capaci di erogare un megawatt di potenza e piccole ed economiche (100 mila euro) da 100 chilowattori capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di una trentina di appartamenti.

Una trentina di appartamenti? quanto il mio condominio. Quindi milioni di euro per fare accendere il condizionatore a quello del terzo piano?
Ancora una volta si grida al sensazionalismo per una cosa che in realtà ha costi pazzeschi e utilità non dimostrate. Ancora una volta la macchina mediatica si muove solo per attirare l'attenzione, non per informare.


Tutto sommato, pare che una società francese abbia contattato il ricercatore pisano e il governo del Galles si sia detto disponibile a finanziare per il 50% le spese di realizzazione e a contattare eventuali sponsor. «Una proposta molto lusinghiera, che mi ha sorpreso e onorato», conferma Grassi. Che poi aggiunge: «Ho preso un po’ di tempo prima di rispondere, nonostante la proposta sia straordinaria. Mi piacerebbe che il sostegno arrivasse dal mio Paese. Vedremo».

Anche il ricercatore fa demagogia? Cos'è, gli atenei si mettono a fare politica o il Grassi avverte troppo la pressione? Teniamo l'Alitalia lontana dai francesi per darla ai russi?
Sono sconcertato, e sempre più disorientato.
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giovedì, 22 maggio 2008, ore 14:32

Tra i protagonisti sul nuovo esecutivo, quello che mi fa storcere il naso è decisamente il Ministro Scajola.
Tralasciando giudizi e opinioni del tutto personali sul Ministro, adesso il personaggio torna alla ribalta con il rilancio del nucleare. «Entro questa legislatura - ha detto Scajola - porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione. Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente». La scelta del nucleare, sempre secondo Scajola, «è un solenne impegno assunto dal presidente Berlusconi all'atto della fiducia al nuovo governo. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione». Il ministro ha anche messo in luce la necessità di definire «una strategia energetica nazionale contenente priorità, indirizzi e strumenti di attuazione per il breve e il lungo periodo».
Ora, la questione del nucleare è stata affrontata anche su questo blog, e non mi sono mai sbilanciato su una posizione a favore o contro.
Quello che qui vorrei sottolineare è la comunicazione sensazionalista con cui le istituzioni, da qualunque "lato" politico vengano ispirate, trattano le tematiche dell'ambiente. Mai invece una dichiarazione pacata e con solide e dimostrate basi scientifiche.
Questi siamo. E questi rimaniamo.
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domenica, 18 maggio 2008, ore 15:36

Si trova in provincia di Frosinone. Non ha organizzato la fiera di paese ma la lotteria c'è. E si vincono:
- impianto solare termico da 150 litri
- 5 set di lampade a LED
- studio di fattibilità per un impianto fotovoltaico
- buoni sconto di 100 euro sull’acquisto di un impianto solare termico
- buoni sconto su centrale termica “Tosto”
- buoni sconto su progetto per un impianto fotovoltaico
- pratica detrazione IRPEF per intervento risparmio energetico
- 2 diagnosi energetiche delle dispersioni termiche di un edificio
Tutto organizzato assieme a un'azienda di innovazioni energetiche.
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giovedì, 24 aprile 2008, ore 16:57

Visto che molti di quei pochi che frequentano queste pagine hanno insistito, non si capisce il perchè, per avere un resoconto dal sottoscritto su Nat Geo Music Live, il concerto di Nat Geo Music per l'Earth Day dello scorso 22 aprile, ecco quanto segue:

Roma, 22 aprile, minaccia di piovere. Tutta la giornata è trascorsa con oscuri nuvoloni addensati sopra la capitale, ma alla fine non è caduta nemmeno una goccia.
Arrivo in zona Campidoglio in perfetto orario: 21.30 sulle 20 previste. Grazie alla splendida organizzazione con cui è razionalizzato il traffico capitolino parcheggio la mia Yaris (dopo l'operazione non mi sentivo ancora di prendere lo scooter) in nemmeno 40 minuti.

Lento pede mi appropinquo alla famosa scalinata del Campidoglio. Purtroppo non ci sono più le oche e tutto il tragitto è infestato da barboni che chiedono l'elemosina e si ubriacano sui gradini. Ah no, guardo meglio e mi accorgo trattarsi di ggiovani. Ah, beata gioventù.

Più salgo e più la situazione si fa oscura. Gente dappertutto, impossibile passare senza pestare qualche piede. Cerco di selezionare accuratamente i piedi da pestare ma non riesco ad acciaccarli tutti.

Arrivo in cima alla scalinata e scopro che il palco è invisibile. Cioè, non è che non si vede, ma sta davanti alla statua equestre di Marco Aurelio (grazie google) tra il palco e la quale è stato sistemato il gazebo del mixer, quindi chi sta là dietro vedrà poco. Ma ci sono dei meravigliosi maxischermi e la piazza è vasta sui lati. I ggiovani sono ammassati un po' dappertutto.

Provo a sfondare per vie centrali ma non ce la faccio. Come lanciato da Paul Scholes mi avvio sulla fascia destra, e riesco ad arrivare in fondo, fino alle staccionate del backstage. In realtà sono un lurido raccomandato, perciò riesco anche ad entrarci, nel backstage.

Una volta lì mi perdo tra saluti e allegri convenevoli, per cui del concerto non avverto gran chè. Vedo solo un'avvenente signorina che sta sul palco e dopo un po' capisco che è Saba. Molto brava in verità, ma assisto solo all'ultima parte dell'esibizione. Intanto incontro Paola Maugeri e la saluto. "Ciao Paola io sono xxxxxxxx xxxxxxxx, ti ricordi di me? Ci siamo sentiti per quella cosa, poi per quell'altra...". Lei fa finta di ricordarsi poi viene portata in camerino.

Intanto continua il rondò di saluti e chiacchiere. Vedo tre ragazze (in realtà le conosco ma non ne faccio i nomi per ovvi motivi) sbranare una pizza sedute sugli scalini. Nel frattempo viene allestito il palco per i Sud Sound System, i quali cominciano a suonare poco dopo con il loro più classico repertorio.

Arriva il turno di Cesaria Evora. Una voce da brividi, eppure ha i suoi annetti, la ragazza. Quanti? Che ne so, cercatelo su Wikipedia.

Intanto, mentre Cesaria finisce la sua esibizione il backstage si affolla di gente strana, arriva la questura e chiede di alleggerire il carico. Nel frattempo Capossela con una maglietta da marinaretto si intrattiene con altri dello staff (si dice così). Arriva il suo turno, e chiamato a gran voce dal pubblico ggiovane e comincia la tarantella. Io sto un po' ad ascoltare poi rifletto tra me e me: mi piaceva più ai primi dischi, ma de gustibus, o forse io non sono più ggiovane...

E così, tra un zumpappà e un tricchetetracchete anche il buon Vinicio ultima il suo set e tutti se ne vanno felici e contenti a bersi sorsate di tavernello direttamente dal brick oppure una peroni da 66 rigorosamente a canna. Io sono un po' più fighetta e vado a farmi una Guinness. Poi tutti a casa, che domani si lavora!
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martedì, 15 aprile 2008, ore 15:44

Rinfreschiamoci con un po' di musica. A Roma ci sarà un concerto a favore dell’ambiente con Cesaria Evora e Vinicio Capossela.

Il 22 aprile si festeggia in tutto il mondo l’Earth Day, la Giornata della Terra, per promuovere la conservazione dell’ambiente in cui viviamo e la sostenibilità delle politiche di sviluppo. E Nat Geo Music, il canale musicale di National Geographic (406 di SKY), celebra l’iniziativa organizzando un grande evento gratuito ad Impatto Zero in Piazza del Campidoglio, il NAT GEO MUSIC LIVE: MUSICA PER L’AMBIENTE.

A partire dalle 20.00 alcuni artisti si esibiranno con l’obiettivo di divertire il pubblico e di sensibilizzarlo e di sollecitarne un cambiamento nei comportamenti individuali. Aprirà il concerto una stella emergente del nostro panorama musicale, la cantante Saba che mescola pop r’n b con suoni dell’Africa e, in particolare, della terra dove è cresciuta, la Somalia. Sarà poi la volta dei salentini Sud Sound Systemseguiti dai Nidi d’Arac, che si esibiranno insieme ai Tamburellisti di San Rocco.

Tocca poi a Cesaria Evora, la cantante di Capo Verde che darà prova della sua classe ed eleganza che l’hanno resa la regina incontrastata della “morna": lo stile che fonde le percussioni africane con il fado portoghese e la musica brasiliana.

A chiudere il concerto di Nat Geo Music un altro grande cantautore di casa nostra, apprezzato per l’originalità dei contenuti e delle performance, Vinicio Capossela.

Il concerto, a quanto pare, sarà trasmesso in diretta su LifeGate Radio e sarà possibile ascoltarlo in streaming sul sito www.natgeomusic.it.

Ma l’evento non si caratterizza solo per il livello degli artisti presenti. E’ un vero e proprio concerto eco-sostenibile: con il progetto Impatto Zero® di LifeGate è stato possibile ridurre le emissioni di anidride carbonica generate dall'evento attraverso una serie di eco-azioni e compensare la CO2 residua con la creazione e la tutela di nuove foreste in Costa Rica. Ben 30.500 kg di anidride carbonica, generati dall’organizzazione del concerto, la produzione dei materiali di comunicazione e la realizzazione degli spot tv, saranno compensati attraverso la creazione di  19.700 mq di foreste. (www.impattozero.it)

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lunedì, 17 marzo 2008, ore 16:07

Un anello di 20 km di diametro, molto simile ad un viadotto ferroviario esteso come il raccordo anulare di Roma, ma realizzato in mezzo al mare, uno dei luoghi ideali sarebbe il Banco Avventura al largo di Trapani, nel canale di Sicilia. Questo anello e' la base, o come si dice tecnicamente, lo statore, sul quale ruota il generatore Kite Gen, l'eolico di alta quota o eolico troposferico. Leggeri profili alari volano automaticamente e in formazione fino a 10 km di altezza e vengono vincolati con delle funi al rotore che forniscono la forza per mettere in rotazione la grande macchina che provvede alla conversione elettrica. Il cervello del progetto e' un software che pilota automaticamente i profili alari ricevendo dati radio dai sensori avionici montati a bordo, in maniera che le traiettorie di volo possano essere controllate e normalmente dirette a massimizzare la produzione di energia. Inoltre il software permette di far girare la base alla velocita' desiderata. La potenza elettrica producibile dall'impianto è sufficiente per alimentare con un unico impianto la rete elettrica di tutta l'Italia, oltre 60 GWe, anche in giornate non particolarmente ventose. Oltre al vantaggio di poter sfruttare fonti energetiche a quote irraggiungibili con le comuni turbine, questa tecnologia offre una maggiore efficienza delle ali perché l'intero profilo alare vola a velocità di 70 - 80 m/s. Secondo alcune analisi finanziarie per una centrale Kite Gen da 100 MW, con un ciclo di vita di 20 anni, il costo dell'energia prodotta sarebbe inferiore a 30 euro per MWh rispetto ai 60 euro da combustibili fossili. Dal punto di vista ambientale i vantaggi sono rappresentati dalla riduzione di gas climalteranti ma, soprattutto, dal ''poco ingombro'' se relazionato alla quantita' di energia prodotta. E' ovvio pero' che, per motivi di sicurezza, l'installazione di una centrale come questa richiederebbe la chiusura dello spazio aereo. Ad oggi è stato costruito un primo prototipo con il nome in codice KSU1. Questo, grazie all'autorizzazione dell'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) viene testato ad un altezza di 800 m e i primi risultati sembrano essere più che soddisfacenti. Va sottolineato che, nel mondo, si stanno sviluppando molte altre tecnologie simili a queste Esistono diversi progetti internazionali che stanno studiando questa opportunità (Magenn, Laddermill, SkySails, SkyWindPower, Briza) ma il concorrente probabilmente più agguerrito è il californiano Makani Power.

Copiato e incollato dall'ANSA
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